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Canto delle sirene
martedì, 30 giugno 2009 alle 13:05

Ho messo la possibilità di cliccarci sopra e vederla in grandezza naturale. Continua la mia permanenza nel forum grafico, le settimane passano, i contest cambiano. Quello di questa settimana è sui ritocchi. La tecnica è a me sconosciuta ma ho fatto una piccola ricerca e ho visto qualcosa che avrei potuto usare anche io. Ho toccato con mano come i professionisti cambiano il volto alle dive semplicemente con piccoli gesti e click del mouse. Il che dovrebbe dirla lunga alle persone che come me si sono da sempre crucciate del proprio aspetto fisico non piacendosi per niente. Quella che vedete li sopra è la mia ultima creazione grafica. Sabato prossimo porterò Birillo dal nuovo veterinario per il vaccino annuale e per una visita. Ormai del mio vecchio veterinario non mi fido più. Devo dire che io con i medici ho sempre una fortuna sfacciata.   Sono passata nel blog di Linda e ho letto del corso e c'è una cosa che le hanno chiesto di fare per la sua autostima. Questa è una nota dolente per me, sapete che sono abbastanza priva di autostima. Quindi ovviamente mi sono chiesta ma se dovessi fare io la lista cosa ci scriverei? Uhm vediamo...
Mi so prendere cura di Birillo quel tanto da accorgermi quando sta male e intervenire in tempo per curarlo.
So cantare le canzoni di Peter Gabriel e sarei pure intonata. E non solo le canzoni quelle edite sui dischi normali ma anche gli inediti, le tracce rare, insomma tutto.
So cambiare un pannolino. Ho fatto esperienza su quelli per adulti ma immagino che quello per i bimbi non sia diverso, solo più piccolo.
So dividere il bianco dal rosso nell'uovo. Sembra una cosa da poco ma invece in certe ricette è importantissima. E devo ammettere che nel montare il bianco d'uovo sono più brava io di mio fratello.
Ho un certo talento nella grafica. Sono appena agli inizi ma ho visto che sono molto brava nel capire le lezioni che mi vengono assegnate e capire come devono essere eseguite. Certo faccio a volte dei pasticci madornali, ma penso che sia naturale per chiunque abbia appena iniziato.
Mi dicono che so recensire bene dischi, libri, film e concerti. Non ne sono molto convinta perchè non riesco a essere professionale come vorrei certe volte. Certe volte invece non ci provo nemmeno perchè so che è impossibile.
Mi dicono che so ascoltare. Ho vissuto a stretto contatto con una donna eccezionale che mi ha raccontato la sua vita, una vita di cui ho fatto parte anche io essendo sua figlia. Non puoi recepire storie così belle se non taci e ti metti ad ascoltare. E so ascoltare senza giudicare.
So scrivere a macchina con quasi tutte le dita delle mani. E' una cosa che ho imparato a scuola e che mi è rimasta addosso da sempre. Poi con le tastiere dei pc che sono morbidissime e che eseguono i comandi solo sfiorandoli è ancora più semplice.
Sono capace di commuovermi o di provare stupore per cose che magari altri non noterebbero nemmeno. Sono passata nel blog di Aenima1 oggi e in sottofondo c'era The book of love nella versione di Peter Gabriel. E mi sono commossa perchè è semplicemente stupenda e lui, lui ha davvero la voce più bella del pianeta musicale.
Stilare questo elenco di "io so" non è stato facile. Perchè per me è molto più semplice darmi addosso, e dirmi che sono un incapace. L'ultima volta che l'ho fatto è stato ieri sera. Ho dovuto fare l'iniezione intramuscolo a mio fratello e gli ho fatto male beccando forse il nervo. Sono tornata in cucina con l'umore sotto le scarpe e una vocina interiore che diceva: non sono capace di fare le iniezioni. Però le faccio perchè altrimenti chi le fa al mio posto? Nessuno, anzi si spenderebbero pure dei soldi e non è proprio il massimo di questi tempi. Penso che forse mio fratello lo capisca pure, però la vocina interiore parte lo stesso. Ed è spietata, accidenti quanto è spietata...


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categorie: immagini, riflessioni, twilight


Parsley, sage, rosemary and thyme...
lunedì, 29 giugno 2009 alle 12:27


Certi brani hanno un forte potere evocativo. Provengono da qualche recesso dimenticato del tempo, un luogo in cui non hai vissuto e non hai visto eppure ti risulta così vivido e così familiare. E' il caso di Scarborough Fair di Simon & Garfunkel. Ho scelto volutamente questa versione, ce ne erano di migliori ma nessuna aveva in sottofondo quel fruscio tipico della puntina sul giradischi a me molto caro. Questo brano ha il potere di riportarmi indietro ad antiche fiere, antichi mercatini in cui erano gli aromi del timo, del rosmarino e di altre spezie a far da padrone su tutto. Non mi stupirebbe affatto si trattasse di un canto tradizionale rieditato da questa coppia. Mi fa pensare immediatamente alla campagna inglese. O alla classica fiera di S. Pietro e Paolo che avviene ogni anno a Genova. Solo che una volta per me aveva un fascino incredibile: si aspettava questa ricorrenza come l'inizio delle vacanze estive, con i banchetti dove potevi trovare di tutto e la sera, alla fine un meraviglioso spettacolo pirotecnico. Vi ho  mai detto che adoro i fuochi d'artificio? Adoro il rumore che fanno quando li sparano nel cielo, la mia mente ama immaginare dei grandi batteristi nel cielo a costruire una ritmica suggestiva, piena di suoni, luci e colori. Non so quando tutto questo si è perso, quando il fascino per questa ricorrenza è venuta meno. Forse non sta nella festività in sè ma nell'occhio di chi guarda. Non ci penso ora. Sono immersa nelle note di questo cantico antico. Immersa come sono nelle immagini che riesce a evocare.
Sapete riesco quasi a sentire l'aroma delle spezie...


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categorie: twilight, percezioni


Principessa Sara
venerdì, 26 giugno 2009 alle 12:20

Ci sono storie che ti rimangono nell'anima. E' il caso di Sara e la sua storia. Se ve ne parlo è perchè in questi giorni Italia 1 sta riproponendo gli episodi alle 8 del mattino, proprio mentre mi preparo per andare a lavorare. Ed è un ottimo modo per me di iniziare la giornata. Lovely Sara (小公女セーラ, Shōkōjo Sēra), questo il nome del cartone, è un anime prodotto in Giappone nel 1985 dalla Nippon Animation e trasmesso in Italia dal 1986. La serie fa parte del progetto denominato World Masterpiece Theater della Nippon Animation. La storia è tratta dal romanzo "La piccola principessa", di Frances Hodgson Burnett e narra le disavventure, spesso portate alle estreme conseguenze della piccola Sara, una bambina appartenete ad una ricca famiglia che viene mandata a studiare in collegio. Rimasta orfana e povera rimarrà nell'istituto a lavorare come sguattera. (tratta da wikipedia). Mi sono rimasti nel cuore l'infinita bontà della bambina che continua imperterrita, nonostante le difficoltà, nonostante le cattiverie e le malignità di chi la circonda, di chi vorrebbe schiacciarla. In altri paesi questo cartone ha la dicitura "Principessa" e non a torto. Sarà è una principessa nell'animo, nei modi, nello stile di vita. Quando era ricca familiarizzava con chiunque indipendentemente dal ceto sociale e questo l'aiutata nei momenti bui ad andare avanti. Perchè contrariamente a quello che si dice la gente si ricorda di una bimba, di una persona naturalmente buona. Inoltre questa storia è arrivata in una fase della mia vita in cui ero affascinata dall'India. Avevo appena finito di leggere e amare Il giardino segreto che presenta molte analogie con la storia di Sara. I disegnatori poi sono stati davvero eccezionali a disegnare questa bimba. Ha dei tratti così belli, così incantevoli. E per una volta chi ha fatto la sigla è stato molto bravo tanto che riesce ad evocare idealmente per musica e testi l'intero cartone. Insomma tutte queste cose mi hanno reso Lovely Sara talmente caro da vederne la serie ogni volta che la trasmettono.


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categorie: cartoni animati


All change!
giovedì, 25 giugno 2009 alle 10:46

Si ringrazia Bruno Monginoux per la splendida immagine.

Grazie ad una mia cara amica che mi ha postato il video di Never let me down again a Milano (cliccate sul titolo della canzone se volete vederlo anche voi) mi è venuta in mente una riflessione su come siano cambiati i tempi anche in materia di concerti. Quando ho vissuto i primi concerti non c'era tutta sta tecnologia a disposizione. Vivevi il concerto, ti affidavi alla tua memoria oppure alle fotografie, che comunque erano rare. Aspettavi che uscisse un video fatto dall'artista che ritraesse l'evento ma comunque non era la stessa cosa perchè, spesso e volentieri, quelle immagini venivano ritoccate. Non erano in presa diretta. Di questi tempi di internet, youtube e via dicendo non solo hai le fotografie in tempo reale ma anche i video. Solo un paio di anni fa un video come quello sarebbe stato difficile, se non impossibile. Se dovesse passare di qui l'autore del video, io lo ringrazio. Sia per averlo girato, sia per averlo postato. Credetemi mi si è stretto il cuore a vederlo, mi sono venuti gli occhi così . Venerdì mi reco dal rivenditore ticketone di fiducia per prendere i biglietti per Torino. Perchè anche se ci sono le immagini e le foto e le riprese e via dicendo, comunque non è la stessa cosa che viversi un concerto di persona. E ho perso già troppo tempo e troppi concerti per farmi fermare. Ieri non ho visto il suq ma ho comunque fatto shopping. Mi sono presa una maglia fucsia e un ombretto. Stranamente ho trovato alla prima il mio binomio preferito. E ho sentito forte la mancanza del mio lettore mp3. Spero prima o poi di riuscire a mettere le mani su qualcosa di decente perchè non ne posso più di non avere più la mia fida musica con me...


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categorie: riflessioni


Esotismi
mercoledì, 24 giugno 2009 alle 13:01



E' curioso come la creatività, anche quella grafica, vada e venga. L'immagine che vi ho postato è la bozza di una icon che avrei creato per il tema settimanale. Non l'ho usata perchè ieri non c'era verso di riuscire a ridurla in maniera decente. Oggi invece non solo riesco a ridurre tutte le immagini che voglio ma ne creo tre nuove in pochissimo tempo. Mi chiedo se non fosse il caso a questo punto di crearmi una galleria su deviantart dove postare tutto quanto. Questa alla fine non l'ho ridotta e utilizzata ma era talmente tanto bella, a parte che si tratta una delle donne più affasscinanti del pianeta, che mi dispiaceva non mostrarvela. Chiacchierando con il gatto mi ha dato un'idea su un argomento di cui parlare. Molto spesso in giro vedo reclamizzate, alcune ne ho anche io a casa, musiche adatte per la meditazione oppure le musiche da sentire mentre si è in gravidanza. E mi pongo molte domande visto che sono perfettamente consapevole che ognuno reagisce in maniera personale alla musica. Mi chiedo: ma siamo sicuri che tutti riescono a meditare con quel tipo di musica? Lasciamo stare me che sono un caso particolare e ho meditato pure sui Tool. La gente normale davvero risponde solo a quel tipo di musica? Oggi è S. Giovanni, patrono di Genova e non solo. Qualcuno mi ha riferito che potrebbe esserci il suq e io che amo perdermi tra banchetti et similia, penso che farò un salto a vedere cosa trovo. Chissà che non faccia delle belle scoperte.
P.S. Il Suq non c'è più, sono arrivata tardi. Uff...


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categorie: musica, immagini, voli pindarici


In the summertime
domenica, 21 giugno 2009 alle 19:18


E' arrivata l'estate e, come ogni anno, il mio amore è spalmato su quel poco di finestra che gli permette di stare comodamente sdraiato. E' un gatto fondamentalmente scemo: si brasa al sole poi quando non ne può più scende e si mette per terra a mo di tappetino. E mi guarda. Come se fossi colpevole del fatto che è accaldato. Ieri pomeriggio sono andata a vedere la mostra su De Andrè. Sono partiti i ricordi che mi legano a questo grandissimo artista e alcuni di questi li ho potuti condividere con la persona con cui li ho vissuti ossia Davide, il mio ex. Non mi scorderò mai cosa accadde il giorno che uscì Anime Salve: c'era la coda fuori dal negozio di dischi in cui entrambi lavoravamo. E che dire di Le nuvole e di come questo disco mi ha salvato da un attacco fulminante di nostalgia di casa? Era come se, con quel disco, avessi un pezzetto di Genova tutto per me. De Andrè era un artista e una persona molto particolare ed è giusto che la mostra seguisse di pari passo il suo modo di essere e di vivere. Non si è trattato di una mostra comune ma interattiva con lettori che interagivano con i vinili e mostravano documenti, interviste. E lastre di vetro con dei chip in cui erano racchiusi documenti, storie, racconti, testimonianze. Sarebbe stato da andarci la mattina e stare tutto il giorno a sentire, a spulciare, a cercare di capire qualcuno che per sua definizione era poco comprensibile. Era una persona da vivere e la sua arte bisognava prenderla così come veniva. Un grande poeta anche con degli interessi di cui ero all'oscuro, che mi giungono inediti: un interesse per i tarocchi e per l'astrologia. Alla fine anche lui come tanti di noi si interrogava su questo grande mistero che è la vita senza tralasciare nulla. Mi sono persa come da programma nella sala dei tarocchi. E chissà forse un giorno vi mostrerò quello che ho scelto tra tanti tarocchi, sorprendendo persino me stessa. Ma la cosa che mi ha colpito di più di tutto è stata una lettera che De Andrè ha scritto ai suoi genitori chiedendo scusa di essere un figlio un po' sui generis. Senza voler esser irriverente nell'accostamento, mi ha ricordato tutte quelle volte in cui una Krishel incapace di esprimere a voce quello che più la angustiava, affidava alla vecchia e cara carta e penna i propri sentimenti e le proprie pene. Mi ha rammentato tutte quelle lettere che ho scritto ai miei genitori incapace com'ero di parlare loro faccia faccia per paura di chissà cosa poi...
P.S. Godetevi la musica che ho scelto per questo post. E' una versione particolare di Summertime cantata da Peter Gabriel per l'album tributo a Gershwin edito nel 1994 con il nome "The glory of Gershwin". Qui lui è il solito spettacolo...


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categorie: ricordi, twilight


I can no longer call myself
venerdì, 19 giugno 2009 alle 21:02

Si ringrazia semaone per la splendida immagine.

Ho diverse sensazioni nel cuore e non so come fare per farvele arrivare. L'acustica allo Stadio Meazza faceva veramente schifo ma questo non ha impedito ai Depeche Mode di fare il loro spettacolo e di farci arrivare la loro energia. Dicevo sono tante le sensazioni che mi porto nel cuore. Ho urlato a squarciagola Peace, la mia canzone dell'anno, e li sopra vedete uno scatto tratto proprio da quel momento. Mi sono sentita liberata da un peso enorme. Ho ripercorso la mia storia legata a questo gruppo. Vado a caso non seguo la setlist, vi dico quello che mi ha colpito di più. Il mio cuore ha cominciato a incrinarsi con Walking in My shoes soprattutto quando Dave Gahan ha deciso di farci cantare il ritornello. Inciamperai nelle mie impronte, prenderai gli stessi impegni che ho preso io se solo tu volessi metterti nei miei panni. Prima di puntare il dito, di arrivare alle tue conclusioni, mettiti nei miei panni. E non lo facciamo mai.  Unica superstite di Playing the angel è Precious.  Dietro le spalle le immagini proiettano un'idea macchina da scrivere che trascrive una bellissima poesia di Hafiz, poeta sufi tradotta da Daniel Lazinsky che potete trovare qui. La trovo particolarmente significativa, un punto di vista interessante soprattutto  considerando la storia di questo gruppo e del cantante. Micidiale il binomio Little soul/Home. Ho pianto calde lacrime di commozione e meraviglia. Martin Gore in veste di cantante era contemporaneamente immenso e talmente piccolo da volerlo proteggere. Caldo, caldissime, torride sia In your room sia I feel you. Non mi inoltro in particolari che siamo ancora per poco in fascia protetta.   Ho provato una sensazione molto intensa e particolare su Master and servants come se si stesse chiudendo un cerchio. Ho finalmente sentito dal vivo il pezzo con cui li ho conosciuti. Essere li, poter partecipare al gioco con Dave Gahan che, ve lo posso dire, non portava per niente i segni di quello che ha avuto da tanto saltava, ballava, cantava e altro molto ancora, era come se stessi facendo i conti con un pezzo della mia storia personale. Sono tornata per un'istante la Simona adolescente che ho dimenticato, ho perso da qualche parte. Un'altra bella sensazione di profonda pace interiore l'ho avuta su Never let me down again soprattutto quando verso la fine del pezzo tutto il pubblico ha cominciato a ondeggiare le braccia come se fossero delle spighe di grano mosse dal vento. Così le ha definite lo stesso Dave Gahan in una intervista diverso tempo fa. Ti riconcilia con tutto, con te stesso, con il mondo, con l'universo. E quando si arriva alla fine a una toccante e splendida Waiting for the night cantata in coppia da Martin Gore e Dave Gahan arriva il sorriso sulle labbra e ti porti dentro la sensazione di aver vissuto qualcosa di speciale. Grazie mille Andy, Martin, Dave. Grazie di cuore.


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categorie: concerti, gioia pura


The voices in my head...
giovedì, 18 giugno 2009 alle 01:09

Altra occasione per voi di mettervi in pari con il blog.

Il gran giorno è arrivato...


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categorie: concerti


In the middle of the pouring rain...
alle 00:54
Nowhere, 3 giugno 2009
Per l'ennesima volta alla radio ho sentito la cover di Walking in Memphis fatta da Cher e continuo a pensare: ma è mille volte meglio l'originale! E temo che pochi l'abbiano ascoltata purtroppo. Quindi per rendergli giustizia ho deciso di postarvi il video con la canzone, perchè è davvero più bella. Ha dentro tutto il sapore della nostalgia, del viaggio che prima di essere fisico è anche e soprattutto mentale. E quel finale di canzone che ha il potere di stritolarmi il cuore ogni volta che lo sento. E' bellissimo. Ho finalmente messo le mani sull'ultimo libro, in ordine di tempo, di Banana Yoshimoto: Chie-chan e io. La protagonista, Kaori, è una quarantenne single che lavora nel settore dell'importazione di abiti, accessori e articoli griffati dall'Italia. Viaggia spesso per lavoro, per acquistare la merce da rivendere nel negozio di una zia. Parla molto bene la nostra lingua, avendo vissuto per un certo periodo in Italia. Sua cugina Chie è una ragazza sui trentacinque anni, estremamente silenziosa e introversa, che dopo la morte della madre si è trasferita a vivere da Kaori. Fra le due si è instaurato un rapporto di amicizia molto profondo. Quello che adoro di quest'autrice è la levità con cui descrive i sentimenti umani senza essere troppo leziosa. Lei riesce sempre a colpirmi, a entrarmi nelle pieghe del cuore, trova sempre la chiave d'accesso. C'è un brano che forse potrebbe spiegare un po' come sono fatta in certe circostanze. Ho dovuto soffrire per arrivare a questo punto ma adesso sorrido e sono grata a quel dolore.
Se fossi stata la Kaori di un tempo, avrei seguito Chie-Chan dappertutto (cut) e l'avrei viziata in modo che non avrebbe potuto vivere un solo giorno senza me. (cut) "Alla persona a cui voglio bene adesso, dedico senza riserve ciò che posso offrire al momento, ma non ho il tempo e la voglia di pensare al domani. Questo è l'amore." (cut) Nacque in me un pensiero differente: amore è rispettare la vita che Chie-chan desidera fare.
Ero una persona che cercava di imporre la mia visione del mondo e che desiderava il meglio. Ma non era davvero il meglio per gli altri era solo quello che io pensavo fosse meglio. Ho imparato a lasciare andare. Ad accettare che le cose vadano come devono andare e che le persone facciano la vita che scelgono. Questo non diminuirà l'amore che provo per loro. Ora perà la smetto con l'angolo melassa. Cosa dirvi? Se vi piacciono i libri particolari, leggetelo.


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categorie: libri, voli pindarici, lezioni


Light of beauty
mercoledì, 17 giugno 2009 alle 11:04

 

Nowhere 2 giugno 2009: Ci sono degli aromi o dei profumi che adoro. Uno di questi è il gelsomino. Dovete sapere che per me questo è il profumo della mia infanzia. Quando abitavo a Melito di Porto Salvo, una frazione in provincia di Reggio Calabria, il palazzo dove vivevo si trovava vicino ad alberi di gelsomino e, di tanto in tanto, con il vento arrivavano certi effluvi che ti lasciavano semplicemente incantati. Questo profumo lo saprei riconoscere tra mille. L'ho riconosciuto come nota nascosta di un profumo a Grasse tanto che la tipa che me l'ha proposto mi ha fatto i complimenti per il mio naso. Di recente ho scoperto che in un giardino che pare abbandonato, vicino al capolinea del 63 a Genova, c'è un bellissimo albero di gelsomino. Ora è in fiore e mi piace pensare che dia il benvenuto con il suo profumo a chiunque si avvicini a quella fermata. Ci sono altri aromi e profumi: l'odore del pane appena sfornato, niente cambia l'atmosfera di casa come il profumo di una torta in cottura nel forno oppure come il profumo del soffritto che sta alla base di ogni preparazione per un buon sugo. E non parlo solo della cipolla soffritta ma anche accompagnata con carote, aglio, prezzemolo, sedano, rosmarino... E tutto questo io lo pensavo e lo scrivevo su carta mentre ero attenta a preprare il sugo con piselli freschi per mezzogiorno. E in un ideale feedback con i miei pensieri gli alberi del giardino dell'asilo di fronte alle finestre di casa mia hanno cominciato a cospargere la casa di un intenso e delizioso aroma di resina.

P.S del 17 giugno: sia di inverno che d'estato la mattina prima di andare a lavorare non manco mai di cospargermi di profumo. E' un'abitudine che mi ha tramandato mia madre, lei ci avrebbe fatto il bagno nel profumo. Mi piace sapere di buono e certe volte lo uso come barriera contro certi effluvi che mi capita di sopportare nei tragitti quotidiani sul bus dove si incontrano troppo spesso gente non molto avezza con l'elemento chimico accadueo insapore e incolore. Ovviamente questa abitudine mi ha portato spesso a cambiare profumo o a ricomprarlo più volte perchè, come tutte le cose, ha una sua fine. Vado in profumeria e dico: ho bisogno di un profumo, non ho molte preferenze. Senza sapere quello che vi ho raccontato poco sopra, la commessa mi fa provare per primo un profumo che ha un'intensa tonalità di gelsomino. Indovinate cosa ha fatto la vostra padrona di casa? Domani sera... Dave arrivo!!!



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categorie: ricordi, percezioni

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